Ero abbastanza sbalordito.
Provai ancora a dire qualcosa nell'immobilità della scena, sentendomi un po'cretino, sia a voce alta che a voce bassa. Scoprii che sussurrando, l'aria attorno si muoveva, come se avessi fatto nascere una sorta di vento con le parole, e urlando tutte le cose vicine venivano investite come da un'onda che le muoveva e distorceva l'immagine di esse, senza alterarle dopo essere passata.
Provai a toccare con un dito il fucile di Simon.
In quell'istante esatto, come avessi premuto un interruttore, il sospiro che sentivo ininterrottamente durante la pausa (ormai chiamavo così quella fottuta situazione che bloccava ogni movimento circostante) cessò , e diversamente dalle altre volte, tutto ricominciò a muoversi immediatamente.
Come se avessero scaraventato il fucile lontano da me, quello sbattè violentemente sulla parete che avevo davanti mentre lo toccavo, strappandolo letteralmente dalle zampe unte dell'idiota che lo brandiva. Il proiettile centrò in pieno una delle bottiglie che ancora stavano sospese in aria, e le altre due si frantumarono al suolo.
Simon rimase per un attimo nella posizione stupida di quando aveva sparato, poi si voltò verso di me, gli occhi spalancati dal più profondo terrore. Credeva di avermi colpito, lo stronzo, e non si aspettava certo di trovarmi al suo fianco in quel preciso istante, come non me lo sarei aspettato io d'altronde.
Alzai le mani, lui guardò il fucile che si era distrutto sul pavimento, coi suoi pezzi sparsi come becchime per polli.
- Non sono stato io! Almeno credo...- Esclamai.
Mentre l'odore acre dei liquori si spargeva nerll'aria, si voltò ancora verso me, i suoi occhi guardarono in alto