Le cinque del mattino. La nebbia nella città cominciò a farsi vedere, i suoni si fecero ovattati e qualche battona si avviò verso casa. Il problema è che alcune le conoscevo.
E' abbastanza luminoso da non far male agli occhi dopo una sbronza, e abbastanza buio da non farsi riconoscere se si è sbronzi.
Scelgono sempre quest'ora per l'incontro col messaggero, ogni giorno da sempre, stesso punto di ogni centro abitato. So che ci sono luoghi d'incontro prestabiliti anche nei deserti o in mezzo all'oceano, ma ora non mi sarebbero serviti e in ogni caso se mi avessero interessato li avrei conosciuti per istinto. Ci tengono a queste cose, per ritrovare i loro consanguinei smarriti... cazzoni.
Il mio punto d'incontro era un condominio decadente e decaduto, di quel tipo adatto a malapena ad accogliere i tossici per la loro dose, ma per com'era messo credo che anche loro avrebbero avuto le loro riserve.
Dovevo percorrere ancora due km circa, e l'idea della camminata mi faceva stancare ancora prima di iniziare. Al pullman notturno mancava mezz'ora, così ne approfittai per prendermi qualcosa da mangiare in un fast food, troppo povero per prendere un taxi. Il bello di questi posti è che se hai fame c'è sempre qualcosa di aperto, se hai sete c'è sempre qualcosa di aperto e se vuoi scopare... beh, stesso discorso. Il locale era una tipica tavola calda, di quelle aperte 24 ore su 24, stile film americano. Cosa ci facesse in questo fottuto deserto metropolitano proprio non ne avevo idea, ma l'odore del cibo era una sferzata di poesia per le mie narici.
Aprii la porta a molla di quella roulotte troppo cresciuta e feci una smorfia nel constatare che anche quella aveva il campanello, come la rivendita di liquori di Simon. Cominciavo ad odiare quei cosi.
Diedi un'occhiata al posto: bancone sulla sinistra lungo tutto il locale e tavolini sulla destra. Bagno in fondo, perfetto. Non mi sarei confuso almeno.